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I gioielli made in Italy, l’eccellenza in oro e pietre preziose

Design, maestria e artigianalità sono le caratteristiche riconosciute ai gioielli made in Italy, che rappresentano un punto di riferimento nel mondo dell’alta oreficeria. La tradizione orafa italiana è molto antica e si è consolidata nei secoli, grazie all’uso sapiente di tecniche e materiali preziosi.

Le origini dell’oreficeria italiana

La storia della gioielleria assegna un posto importante agli Etruschi, popolo italico vissuto tra il IX e il I secolo a.C. tra Toscana, Lazio e Umbria. Gli artigiani etruschi inventarono tecniche raffinate di lavorazione dei metalli che si utilizzano ancora oggi, come la granulazione e la filigrana.

Fu però durante il Rinascimento che l’oreficeria italiana divenne una vera e propria forma d’arte. A Firenze, centro della rinascita culturale e artistica tra il 1400 e il 1500, cominciarono ad affermarsi artigiani specializzati nelle diverse lavorazioni dell’oro e dei gioielli; l’artista orafo più celebre fu Benvenuto Cellini, che creò le sue opere anche per i Medici, duchi di Firenze.

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Pettorale etrusco in oro granulato. 675-650 a.C.
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Anello Da Vulci, V secolo a.C.
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Saliera di Francesco I di Francia. Benvenuto Cellini, 1540-43
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Spilla in oro, perle e lapislazzulo. Benvenuto Cellini

La Scuola di Padova

Intorno alla metà del 1900 nacque un movimento artistico che ebbe grande influenza sullo sviluppo dell’oreficeria contemporanea in Italia. Questo movimento prese il via dall’Istituto d’arte “Pietro Selvatico” di Padova grazie allo scultore e orafo Mario Pinton, che nel 1944 vi entrò come docente e ne divenne poi direttore fino al 1975.

Si formò così la “Scuola di Padova”, di cui fecero parte numerosi allievi di Pinton, come Francesco Pavan, che si concentrò in particolare sulla lavorazione dell’oro, abbandonando quasi del tutto le pietre preziose e recuperando tecniche antiche come la cesellatura e la laminazione. I riferimenti stilistici ed estetici della Scuola di Padova si fondarono sul concetto del gioiello-scultura che fu portato avanti anche da altri artisti orafi italiani, tra i quali Fausto Melotti e uno dei suoi più noti allievi, Franco Daverio.

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Spilla in oro, Mario Pinton
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Collana in oro, Francesco Pavan
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Collana in oro, Giampaolo Babetto , 1970
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Orecchini in oro, Fausto Melotti

Dove si creano i gioielli made in Italy

Agli inizi del 1900 la produzione orafa nazionale cominciò a concentrarsi in alcune aree ben precise della penisola. Oggi sono quattro i distretti che rappresentano l’eccellenza italiana nei gioielli:

Valenza (Alessandria), nota nel mondo per l’alta gioielleria, dove hanno sede i brand internazionali più prestigiosi e il laboratorio orafo di Daverio1933
Vicenza, da sempre considerata la capitale dell’oro, che tuttora ospita la celebre fiera internazionale VicenzaOro
Arezzo, specializzato nella lavorazione industriale di oro e argento
Torre del Greco (Napoli), molto apprezzato in particolare per la lavorazione artigianale del corallo e del cameo.

Le differenza tra i gioielli made in Italy e quelli esteri

Ci sono alcune caratteristiche che identificano un gioiello italiano da quelli prodotti in altri Paesi. L’aspetto più evidente che caratterizza i designer nazionali è l’equilibrio tra l’estetica e la portabilità: la ricerca sulle forme e sui dettagli si mantiene connessa con la funzionalità, che, anche nel caso dell’alta gioielleria, non deve venire meno.
Allo stesso modo, la “firma” del gioiello da parte del jewel designer resta centrale, come lo è nell’alta moda, un altro settore dove il valore del made in Italy è riconosciuto in tutto il mondo.

Queste caratteristiche non si ritrovano nella produzione orafa di altri Paesi: la gioielleria anglosassone, per esempio, privilegia la caratura delle pietre preziose e le dimensioni del monile, mentre quella asiatica risulta più incline alla standardizzazione.

 

Le tecniche di lavorazione nella gioielleria italiana

Il metallo di riferimento è l’oro a 18 carati (titolo 750, ovvero 750 parti di oro puro su 1000), che viene utilizzato in diverse colorazioni (giallo, bianco e rosa) ottenute tramite precise leghe con rame e argento.

Le pietre preziose sono selezionate sulla base dei criteri condivisi dalla gioielleria moderna, come le “4 C” per i diamanti, ma sono fondamentali anche le scelte stilistiche e di design che guidano la progettazione del gioiello. Nei gioielli made in Italy si utilizzano molto anche le pietre dure e semipreziose, che permettono di realizzare abbinamenti cromatici insoliti e particolari.

Tra le lavorazioni tipiche ci sono l’incisione a bulino, lo sbalzo e la cesellatura, che rendono i gioielli unici e personalizzabili.

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Orecchini in oro, Luca Daverio. Anni '80
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Bracciale in oro e diamanti, Luca Daverio. Anni '80
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Bracciali in oro, Franco Daverio. Anni '80
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Collana in oro, Luca Daverio. Anni '80

Perché i gioielli made in Italy costano di più

Le creazioni dei designer italiani spesso mostrano un costo superiore rispetto a quelle importate dall’estero, in particolare dai mercati extra-europei.

Ecco i principali motivi:

1. Costo del lavoro specializzato
Gli artigiani orafi italiani seguono corsi di formazione specialistici lunghi e complessi. Le ore di manodopera specializzata richieste per produrre e rifinire un gioiello sono uno dei fattori che incidono sul prezzo finale.

2. Oro a 18 carati
A differenza di altri paesi dove è comune l’uso dell’oro a 9 o 14 carati, lo standard italiano prevede una percentuale maggiore di oro puro e questo influisce sul valore materiale del gioiello.

3. Tracciabilità e standard etici
La produzione italiana rispetta rigide normative sull’ambiente e sulla sicurezza sul lavoro e utilizza metalli e pietre preziose etiche di provenienza certificata.