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I gioielli stile Liberty e la nascita del jewel design

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I gioielli stile Liberty segnarono un momento fondamentale nella storia dell’oreficeria moderna: per la prima volta, infatti, i gioielli furono considerati come un’opera d’arte creata da un designer. Tutto ebbe inizio in Francia tra la fine del 1800 e il primo decennio del 1900, quando nacque il movimento artistico e culturale chiamato Art Nouveau.

Dall’ “arte nuova” allo “stile Liberty”

Art Nouveau, ovvero “arte nuova”, è il nome che assunse in Francia questa corrente artistica, che si poneva appunto come una nuova interpretazione del concetto di arte. L’origine risale al movimento inglese “Arts and Crafts”, che si opponeva alla produzione industriale in serie e sosteneva invece il valore dell’artigianato. Il movimento dell’Art Nouveau proponeva un ritorno alla natura, della quale esaltava la forza vitale, in contrapposizione all’esistenza segnata dai ritmi dell’industrializzazione.

Questo nuovo stile artistico si diffuse presto in tutta l’Europa, prendendo nomi diversi: Jugendstil (“stile giovane”) in Germania, modernismo in Spagna, stile floreale in Italia, dove diventò poi stile Liberty. La definizione deriva dal nome di un negozio di Londra, il Liberty & Co., specializzato nella vendita di tessuti e oggetti ornamentali provenienti dall’Estremo Oriente, che piacevano molto ai sostenitori dell’”arte nuova”. Il magazzino Liberty partecipò nel 1902 all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino e in Italia divenne sinonimo del nuovo movimento artistico.

Anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, il nuovo stile influenzò tutte le arti, dalla pittura all’architettura, alle arti applicate, e in particolare la gioielleria. I gioielli stile Liberty divennero celebri soprattutto per opera di un gioielliere francese, Renée Lalique.

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L’arte di Renée Lalique, il “padre della gioielleria moderna”

L’Art Nouveau segnò una trasformazione radicale nella creazione dei gioielli. Protagonista principale di questa evoluzione fu Renée Lalique, che a Parigi divenne celebre per la sua maestria nel lavorare il vetro, i metalli, gli smalti e le pietre preziose.

Lalique, apprendista gioielliere a 16 anni, dopo pochi anni cominciò a disegnare gioielli per diverse case famose, tra le quali Cartier e Boucheron. La sua fama si consolidò nel 1900, quando, all’Esposizione Internazionale di Parigi, fu esposto un suo gioiello, una spilla a forma di libellula, che fu indossata dall’attrice Sarah Bernhardt durante un suo spettacolo. La spilla è oggi esposta nella collezione Lalique del Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona.

Il gioiello rappresentava il corpo di una libellula che terminava con il busto nudo di una donna, dalle cui spalle partivano due grandi ali; sia il busto, sia le ali erano mobili e seguivano quindi i movimenti della persona che indossava la spilla. Questo gioiello, oltre a ispirarsi ai temi propri dell’Art Nouveau (la natura e la femminilità), mostrava quindi tutta l’arte di Lalique nella progettazione e nella realizzazione.

Un elemento fondamentale nei gioielli stile Liberty fu infatti l’importanza attribuita alle capacità del gioielliere, che diventa così un vero e proprio designer, più che al valore intrinseco dei materiali utilizzati. Lo stesso Lalique usò sia oro, gemme e pietre preziose, sia vetri e materiali meno pregiati, come il corno, puntando soprattutto sull’originalità del disegno dei gioielli e sulle raffinate tecniche di esecuzione. Anche per questo Renée Lalique fu definito “il padre della gioielleria moderna”.

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Natura, sensualità ed esotismo nei gioielli stile Liberty

Il richiamo alla natura si ritrova in questi gioielli sia nei soggetti rappresentati, sia nelle forme. Ricorrono temi floreali, come rose, orchidee, iris, gigli, ma anche faunistici, soprattutto libellule, cigni, farfalle, api pavoni e anche serpenti: come si vede, si prediligevano soggetti delicati ed eterei e dalle forme curve, morbide e sinuose.

Allo stesso modo, un altro tema ricorrente era la femminilità, ispirata dai modelli del Rinascimento e rappresentata al di fuori dai canoni estetici imperanti fino ad allora. Il corpo femminile era considerato anch’esso un’opera d’arte della natura e gli artisti ne esaltavano la sensualità e l’eleganza, raffigurando nelle loro opere corpi di donne con lunghe chiome e lineamenti delicati. Altre protagoniste erano donne mitologiche, come fate, ninfe e sirene. Ampio spazio veniva dato anche alle suggestioni dell’Estremo Oriente e dell’arte giapponese, anch’essa espressione di una passione per l’estetismo e la perfezione formale.

I gioielli stile Liberty più diffusi erano collane, spille, pendenti, diademi e pettini per capelli, tutti caratterizzati da linee curve e da forme anche complesse, ma sempre eleganti e mai eccessive. Come abbiamo visto, si usavano spesso pietre semipreziose, come madreperla, turchese, opale, combinate con vetri e smalti.
Tra le tecniche, merita di essere menzionata la plique-à-jour, una lavorazione dello smalto molto complessa, simile a quella delle vetrate, che permetteva di replicare molti dettagli naturali con un effetto di trasparenza, come i petali dei fiori e le ali di libellule e farfalle.