VicenzaOro 2026: titanio, oro e pietre preziose per i nuovi gioielli firmati Daverio1933

Dal 16 al 21 gennaio si svolgerà la prima edizione di VicenzaOro 2026, la fiera mondiale del gioiello che si tiene due volte all’anno, a gennaio e a settembre, nella città veneta. Saranno presenti 1300 brand, il 40% dei quali proviene dall’estero, in particolare da Turchia, Hong Kong, Thailandia, Germania, Belgio, Spagna e India. I buyers sono oltre 550 da 65 Paesi esteri.
Daverio1933 partecipa a VicenzaOro 2026 con le sue creazioni di alta gioielleria, in particolare con i nuovi gioielli in titanio, oro e pietre preziose di due collezioni iconiche: I Ricci by D33® e ForEverHugMe.
Le novità della collezione “I Ricci by D33”
Questa linea, il cui marchio è stato da poco registrato, presenta i nuovi modelli Teeny Tiny, che rendono la collezione ancora più accessibile. La caratteristica principale, oltre l’inconfondibile forma a riccio, sono le 5 varianti di metalli e di colori: questi gioielli, infatti, sono disponibili in oro bianco, rosa e giallo e in titanio, naturale e ossidato. La collezioneI Ricci by D33 comprende ciondoli, orecchini, bracciali e anelli.
La prima novità è l’anello Nicely Riccio, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025 e proposto dal 2026 con un diametro più piccolo, per una migliore vestibilità. Sono stati creati anche due anelli nuovi per dimensioni: uno è il più piccolo tra quelli proposti finora, l’altro, al contrario, è in una versione maxi.
Anche gli orecchini sono presentati in tre varianti nuove, di diverse dimensioni.
I bracciali flex, oltre alla versione in solo titanio, presentano anche un modello, più prezioso, che al titanio naturale unisce l’oro bianco.
I nuovi ciondoli Ricci propongono combinazioni inedite che vedono il titanio ossidato abbinato con pietre preziose di un’unica tonalità, producendo un netto contrasto cromatico con un forte impatto estetico. Nelle proposte presentate a VicenzaOro 2026 il titanio ossidato è abbinato ai rubini, con catena in oro giallo, ai diamanti verdi, con catena in oro bianco, e a zaffiri color arancio, con catena in oro rosa.
A VicenzaOro 2026 anche i nuovi gioielli della linea ForEverHugMe
ForEverHugMe è un’altra collezione iconica di Daverio1933, caratterizzata dal simbolo dell’abbraccio infinito, che rende ogni creazione un vero gioiello-scultura. Anche questi gioielli arrivano a VicenzaOro 2026 con nuove versioni in titanio, oro e brillanti, in tutte le declinazioni: anelli, bracciali, ciondoli e orecchini.
In particolare, l’anello-icona della collezione è stato reinterpretato con forme ancora più slanciate e dinamiche: oltre alla classica versione in oro e pavè di brillanti, è ora disponibile la variante in titanio e oro rosa, con brillanti e smalto.
Nuovo anche il bracciale Titanium Whisper, in titanio ossidato con diamanti bianchi e dettagli in oro rosa.
È invece in titanio naturale il nuovo ciondolo, impreziosito da dettagli in smalto blu e brillanti.
Luca Daverio di nuovo tutor del progetto Talent di VicenzaOro 2026
La manifestazione ripropone anche l’iniziativa “The 8 – 4 designers x 4 curators”, giunta alla terza edizione: quattro giovani professionisti presentano il proprio progetto, accompagnati e seguiti da altrettanti jewel designer esperti in tutte le fasi della lavorazione, fino alla presentazione ufficiale durante la fiera.
Luca Daverio, che aveva già svolto il ruolo di tutor nell’edizione 2025, quest’anno ha seguito Roya Ammari, una giovane jewel designer diplomata allo IED di Roma, che presenta un progetto su un metallo poco utilizzato in gioielleria, il bismuto.
Roya Ammari, la sua storia e il suo progetto
«Sono Roya Ammari, ho 29 anni e il mio percorso di vita non è stato lineare. È stato un atto di rottura, una scelta di ascolto e di coraggio. Nata in Iran e formatami attraverso discipline apparentemente distanti, ho attraversato l’Ingegneria Meccanica, la Lingua e Letteratura Italiana, fino ad approdare al Design del Gioiello presso lo IED di Roma. Ogni deviazione ha lasciato una traccia, ogni abbandono ha aperto uno spazio.
“Dream, No 83” nasce come progetto di tesi per lo IED e si configura come un’indagine sul sogno, sulla trasformazione e sulla materia. Al centro, il bismuto: un semimetallo, elemento puro e pesante con numero atomico 83, non tossico, già utilizzato in ambito farmaceutico. Il bismuto non viene estratto direttamente, ma emerge come sottoprodotto di altri processi minerari; la sua presenza è una conseguenza, non un atto di sfruttamento primario. In questo senso, il suo impiego nella gioielleria contemporanea è intrinsecamente sostenibile, sia dal punto di vista etico che energetico: richiedendo basse temperature di lavorazione, è compatibile con l’uso di energie rinnovabili e inoltre lui stesso è riciclabile.
La sperimentazione sul bismuto
All’interno di questa ricerca, ho sviluppato per la prima volta un insieme di lavorazioni e metodologie applicative del bismuto nel settore della gioielleria, esplorandone le potenzialità tecniche ed espressive oltre i limiti finora indagati. Il progetto si configura così non solo come opera, ma come atto di ricerca materiale, in cui la sperimentazione diventa strumento di conoscenza e di apertura verso nuovi linguaggi del gioiello contemporaneo.
Ma è la sua identità visiva a renderlo straordinario. Il bismuto cresce, cristallizza, rappresenta ossidazioni colorate, secondo logiche che sfuggono al controllo totale. In “Dream, No 83” la materia non è semplicemente modellata, ma attivata. Attraverso la sperimentazione dei suoi comportamenti fisici, ho sviluppato meccanismi inediti per la sua riproduzione e applicazione nel gioiello, generando molteplici versioni, ognuna portatrice di una variazione, di un errore, di una possibilità.
Il sogno, in questo progetto, non è evasione, ma linguaggio. È lo spazio in cui la materia si emancipa dalla funzione e il gioiello diventa testimonianza di un processo, di una trasformazione, di un atto di fiducia nel cambiamento: Dream».